Video e poesia

Devi crederci

Come gli Indiani non abbandoneròmai l'essenza della vita, ciòche il mondo mi ha consegnato, regalato.
Crederci sempre! Perchè domani sarà sempre un'altro giorno.
Nessuno potrà mai conoscere ciòche accadrà domani, nessuno ne ha le chiavi, nessuno sa, nessuno potrà mai sapere.
Tutti conoscono ciòche invece è stato, ma ciòche è stato non è più farina fresca, non puòpiù esser pane.
E allora mi godo la speranza, che non è concretezza, ma l'unica risorsa per convivere a braccetto con il destino che so già per certo dove mi condurrà.
E mi godo ciòche oggi ho!
Ed ogni giorno apriròla mia finestra continuando a guardar lontano, perchè è la, dove voglio arrivare.
Non mi accontento, non mi illudo, penso positivo, mi sento propositivo e ne sono felice.
Chi ama perdersi nel vento, chi insegue il senso amaro delle cose, chi cerca ombra ma trova rami secchi, lui non sta nel tempo delle cose, nella fiducia umana, nel tempio dell'amore.
La, per me, è sempre primavera e proprio la, vado per scaldarmi il cuore e con me, quello di chi, oggi, non si illude ma ha imparato a crederci.
Nessuno risorgerà, forse, ma ognuno qui, potrà risorgere ogni giorno fin quando gli verrà concesso.
E guardo lontano per riprendermi ciòche mi appartiene, perchè ieri è già storia solo più da leggere e da riportare affinchè l'uomo, possa domani, raggiungere ogni traguardo anche il più impensato fino a ieri.

Carlo Testa

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Tra le note del futuro

Non è poi così lontano l’orizzonte, allunga le tue braccia, prova a sfiorarlo con le dita, ti accorgerai di averlo tra le mani.
Se fisicamente non sei la, con la tua mente raggiungerai ogni luogo e nel futuro, tra note di violino, ogni angolo dell’universo non ti sarà negato.

Carlo Testa

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Piacevole ossesione

Dammi la forza per raggiungerti, per scoprire dove sei, verròa rincorrere ogni angolo del mondo per consegnarti alle mie braccia.
Confinato in questo meraviglioso mondo, inseguo il domani per scoprire l’altro, non prima di conoscerne l’essenza delle cose che profumano di te, piacevole ossessione in questo primo passo di un lungo e infinito passaggio.

Carlo Testa

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In volo

Se avessi ali vorrei essere immortale
e librarmi in volo per l’eternità
assaporandone l’odore del vento
e il colore lontano del blu più profondo.
Nel silenzio odo il suono dell’anima
vedo i raggi del sole penetrare nell’oscurità ad illuminarne ogni essenza vitale.
Aiutami a respirare, a vivere intensamente
se tu saprai ascoltarmi,
non lascerònulla di intentato
per sentirmi libero di amarti.

Carlo Testa

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L’altro senso

Non esiste giorno che non ti pensi
perchè anche tu sei parte di me
Vivere di te è anche questo
è come un'altro senso
è qualcosa di più
Per te posso piangere e gioire
ma vivo di certezze
perchè tu
sei un'altro amore
e perchè noi
non ci lasceremo mai!

Carlo Testa

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Confinato nella riserva

Tradito dalla mia città e confinato in riserva, senza dignità.
Ma so che il tempo consegnerà la verità a chi avrà occhi per guardare e il coraggio di ascoltare senza vergogna alcuna.
Non soffrire nonno, non pensare che tutto sia dimenticato.
Rispetteremo per sempre il tuo dolore, tu hai visto e continui a tramandare tutto questo.
Come gli indiani, noi Granata a Torino nella riserva e nel recinto come branchi di bestiame, non lo saremo mai.
Continueremo a leggere pagine di storia con le fame negli occhi, non dovremo nasconderci mai dentro stanze di potere, sfileremo per le strade con orgoglio e le bandiere al vento perchè ce lo hai insegnato tu.
Tu che hai visto e hai pianto, ancora oggi lo vieni a raccontare, non per legarci al passato, ma per regalarci quella voglia di crederci ancora, più che mai convinti che domani sarà ancora più importante
proprio come quando durante il tuo racconto, guardandomi stupito affermi sempre: ” eppure mi sembra ieri “.
Quando non si conosce vergogna, quando tutto è rinchiuso in un valore di carta che passa di mano in mano, ogni gioco diventa arte, pura maestria.
Ma nella immensa prateria senza confine ne recinto alcuno, solo l'infinito sguardo saprà raccogliere l'essenza delle cose giuste, le cose da fare, quelle da riconsegnare e rimettere ognuna al proprio posto, come erano, come dovranno per forza essere, come è giusto che sia.
E noi questo faremo, perché in fondo, così vuole anche la mia città, quella parte di città che si è addormentata conciliata da questa musica che solo gli indiani sanno cantare, suonare e raccontare, proprio come il mio nonno, quando il pomeriggio, mi portava a giocare nella riserva al Fila.

Carlo Testa

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Ascolta

Quando cerchi qualcosa e non la trovi, se ti arrendi sei perduto.
Se la tua anima è arida, non potrai cogliere nemmeno una dolce melodia.
Non permettere che questo accada, continua a cercare e prova ad ascoltare.
Forse potrà non valer la pena credere nei sogni, forse sarà ridicolo parlare di speranza.
Ma ognuno di noi sa che ogni istante, qualcosa di diverso accade.
La notte lascia spazio al giorno, ed ogni giorno non sarà mai uguale al primo, così come la notte.
E mille esempi come il caldo e il freddo, lasceranno sempre un segno nell'anima, nel cuore e sulla pelle.
Se coglierai un fiore piegando la tua schiena al suolo, potrei rialzarti e offrirlo alla tua amata, sentendoti forte e umile nello stesso tempo.
Cerca nel tuo mondo le cose che fino a ieri credevi perse, ascolta quella musica che si presenta a te in ogni forma e in qualunque luogo, ama perderti nell'ascoltare il vento.
Ovunque tu sia, non sarà mai persa la bellezza di ciòche ti circonda, sia questo un suono, un ricordo, un modo di fare o di pensare.
Sono tutte occasioni per imparare e crescere, ma soprattutto per continuare a vivere.

Carlo Testa
30 maggio 2011

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Aspettami, verròda te.

Sarà questa la mia fermata,
sarà qui che riprenderòa vivere.
Saprai aspettarmi senza fretta,
perchè sai che ho ancora molto da fare qui.

Sei la mia vita,
la vita che mi aspetta,
ti colgo ogni giorno
e mi nutro di te.

Ascolto la tua musica
e le note che invadono la mia anima,
ne alimentano la nostalgia che verrà.

Aspettami,
rimani così come sei,
nel tempo e con il tempo,
so che non cambierai e lo farai per me,
perchè così ti ho sognata, desiderata e voluta.

Saròli disteso tra le tue braccia,
l’essenza vitale e la mia fortuna
sono dipese solamente da te
che hai saputo accogliermi,
comprendermi, raggiungermi.

Non lasceròqui con il dolore,
perchè mi sento già la
e quelli che mi avranno voluto bene,
mi raggiungeranno per condividere ciòche qui ci viene negato,
per non pensare,
non immaginare,
ciòche in premio, ci verrà donato.
Ma tu aspettami,
perchè verròda te.

Carlo Testa

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In volo

Pregare l’essenza della terra
chiedere aiuto al potere divino
esercizio di fede per chi osa credere nella vita terrena.
Forse un giorno scopriròla causa della mia presenza qui
domani saròuno spirito che oserà muoversi, invisibile
al fianco di anime bisognose.
Un pugno di terra
il sapore del silenzio
l’essenza intrisa nell’aria che respiro
invadono la mia anima
e il mio corpo si libra in volo.
E come un falco privo del suo peso
lascieròalle spalle ogni refolo di male
raggiungeròle vette dove il vento soffia aria pura da respirare
sarà libera così la mia preghiera,
mentre la mia fede volerà lontano.

Carlo Testa
02 Ottobre 2010

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Il silenzio, spesso è d’oro

Lassù dove anche il silenzio tace,
ad osservare il lento spostarsi delle nuvole,
mentre assorbi il calore del sole sulla pelle
e la fresca brezza ti accarezza il viso,
tu vorresti parlare.

Lassù, dove tutto è diverso,
dove i suoni sono note colorate,
puoi ascoltare il battito del tuo cuore
mentre tutto nel silenzio tace.

E mentre cerchi il riposo della mente
e l'ossigeno per respirare
e le parole che non trovi per raccontare
e quelle frasi da scrivere per farti comprendere,
trovi lacrime da fermare
e la tua mano intenta ad asciugare.

Uomini in mano ad un destino,
passeggeri temporali di un mondo eterno o forse no,
avvinghiati al proprio io
paiono laggiù formiche impazzite nel loro andivenire
mentre qui, tutto è silenzio e tutto tace.

Non ci sono giorni, notti, mesi o anni che si possano cambiare,
ma ci sono coscienze, menti e cuori da sostituire
e cose e persone da fermare…

Ah…la vita,
se solo tu la potessi considerare quale amica
e non una compagna da adoperare,
comprenderesti la ragione per cui, fermandoti ad ascoltare
anche solo il frammento di un'emozione o di una dolce melodia,
ne carpiresti il senso e ne coglieresti ogni vibrazione,
come il lento rilascio di ogni corda tesa di violino.

Nel silenzio vagano il mio sguardo e gli occhi,
che tradiscono anche il non vedente quando il pianto si fa vero,
scorgono ciòche il cuore non vuole,
o che non sa,
che non vuol sapere.

E in quel fazzoletto, ripongo il mio dolore,
una volta era una bandiera,
portava un nome e simboli di vittorie,
avvolgeva il suono di una tromba,
mentre ora laggiù, per forza, tutto tace.

Grazie a chi senza pudore
si accompagna alla vita senza conoscerne il silenzio,
a chi crede nell'immortalità e nella propria vita eterna,
a chi resta appiccicato a ciòche non gli appartiene,
sfidandone il destino,
noi potremo continuare a goderci quel silenzio che ora tace,
a far rumore è un urlo,
il silenzio spesso, è d'oro.

Carlo Testa

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Destino Granata

E' più forte di me
vive in simbiosi con me
lotta ogni giorno con me
e mi fa soffrire.
Forse per questo lo amo così tanto
sicuramente il destino ha voluto fosse così.
Difficile, intenso, unico.
Toro.

Scritta il 25 Agosto 2010 ore 0,15

Carlo Testa
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Il tuo destino

Eserciti si arrampicano
valicano ogni confine
si moltiplicano nel tempo
raccogliendo anime piene di speranza.

Quel cammino è parte di te
è la carità verso gli oppresi
la forza che illumina le menti
lo spirito che rinforza il cuore.

Anime libere con il destino segnato
mai compromesso
lucido e spietato
servo della ragione
e dell’altrui debolezza
aspettano.

Raccogli quel frutto e conservalo
qualcuno la dietro silenziosamente spera
ma non potrà attendere invano un’elemosina.

La speranza lo accompagna
perchè crede in te,
che per lui vivi.

Carlo Testa

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Parte di me

Non è importante ciòche vedi se non lo senti parte di te e dentro al tuo cuore.
Vivere il Toro è come amare la vita ” Ora e per sempre “.
Facciamo in modo di non perdere tutto questo.

Carlo Testa

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Mille Lire al mese

Non arrenderti mai.

Nemmeno il fato ha cancellato la tua forza,
anzi, ti ha reso immortale.
Polvere di dinamite ha demolito e frantumato la tua casa
macchine da guerra te l’hanno rasa al suolo.
Non arrenderti mai!
Il tuo popolo continuerà a marciare,
senza sosta, senza timore e con dignità.
Ti condurròalla vittoria,
non moriròprima che essa non sia raggiunta.
Parola mia,
parola di un Granata!

Carlo Testa
17 ottobre 2009

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Essere Granata

C’è una cosa che desidero condividere con il mondo Granata
quella forza di volontà che da sempre ne alimenta il nostro sogno.
Il nostro sogno è vincere sempre e ogni giorno.
E’ riuscire a guadagnarci il sorriso di un piccolo granata
pago e fiero di sentirsi come il suo papà
come la sua mamma
come tutti noi!
Come avrei mai potuto non essere del Toro?

Carlo Testa
25 ottobre 2009

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Le mani Granata

Non usate il Toro per altri scopi
piuttosto datelo a me.
Non fate finta di amare il Toro
piuttosto chiedetevi perchè.
Non illudere un Granata
piuttosto anche l’amara verità.
Non abbandonate quella maglia in un cestino
donatela a me.
Non preoccupatevi
ora si
il Toro è in buone mani.

Carlo Testa
17 ottobre 2009

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Non è una poesia, è un’ordine!

Il nuovo Delle Alpi non verrà innaugurato
se prima non ci saranno le garanzie
per la ricostruzione dello stadio Filadelfia
e L’Olimpico libero da ipoteche.
I tifosi del Toro
non sono cittadini di serie B!

Carlo Testa

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Il Presidente

Da quando sono presidente del Torino
ho un sogno ricorrente
uno stadio pieno di tifosi in festa
cori e canti qualunque sia il risultato
ed una infinità di bandiere a colorarne gli spalti di granata.
Purtroppo oggi non è così
ma faròdi tutto per riportare quell’entusiasmo
sopito da troppo tempo.
Parola di presidente!

Carlo Testa
19 ottobre 2009

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Forza Toro!

In fondo siamo tutti presidenti del nostro Toro
ma non abbiamo la forza economica per rilevarlo.
Eppure sarei pronto a metterci la faccia a costo di bruciarmi
perchè non provarci?
Il primo vero azionariato popolare della storia!
In nome del Grande Torino
della nostra fede infinita
dei continui sopprusi
del Fila
del nostro orgoglio!
Siamo Granata
di cosa potremmo aver paura?
Forza!

Carlo Testa
14 ottobre 2009

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Non è giusto

Molti sono sensibili ad eventuali richieste di aiuto
c’è sempre una via d’uscita
perchè hai scelto la scorciatoia a metà della tua strada?
In ogni dove
se ora ti senti in pace
lenisci se puoi
il dolore di chi ti è sempre rimasto accanto e i sensi di colpa di chi, forse
non ha compreso cosa nascondevi sotto la tua fragile corazza.
Ciao Aurelio.

Carlo Testa
1 dicembre 2009

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Nel segno del Toro

Quando davanti ai tuoi occhi,
tutto pare irrimediabilmente compromesso
e crederci ancora sembrerebbe pura utopia,
solo tu potrai cambiarne lo stato delle cose,
basta volerlo.
Con cuore e passione torneremo a volare,
uniti ne affronteremo il destino qualunque cosa accada,
io e te
nel segno del Toro.

Carlo Testa
31 Gennaio 2011

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La bandiera

Davanti al banchetto, un bimbo guardava estasiato lo sventolio delle bandiere.
Il papà, nero per la sconfitta della squadra, cercando di trascinarlo via disse:” te ne compreròuna quando vinceremo”.
La risposta del piccolo:” mio nonno ha detto che il Toro vince sempre anche quando perde, quindi la bandiera la voglio adesso! “.
Più tardi rividi quel bimbo per mano del suo papà, con fierezza, durante il suo cammino, sventolava la bandiera del Torino.

Carlo Testa

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Tutto è compiuto

Ed ora al patibolo!
Un piacere effimero pervaderà l'anima degli esecutori che da mesi ne pregustavano il triste, per noi, epilogo.
Sarà questo il vostro grande giorno e quando tutto sarà compiuto, indosserete la maschera della finzione.
Senza pudore, unitamente al vostro falso cordoglio, a compimento dell'opera, insinuerete altri veleni e sospetti.
Oggi, mese di Agosto 2005 e 56 anni dopo la tragedia di Superga, tutto sarà compiuto.

Carlo Testa
Agosto 2005 anno del fallimento

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Tra Peter Pan e Topolino, di mezzo c’è il Torino…

Non riusciròmai a comprendere la differenza tra l'essere e il non essere e questo è sicuramente un problema.
Non mi riesce nemmeno difficile confondere la realtà con quelle favole che non si scrivono più, ma che c'è chi, ancora, le racconta meravigliosamente bene.
Forse è arrivato il momento di restare con i piedi per terra.
Non funziona nemmeno più la lievitazione naturale con la quale avevo ormai preso dimestichezza.
Giuro di essere rimasto sospeso ad almeno dieci centimetri da terra per cinque anni e più, mentre per infinite settimane continuavano a raccontarmi che il campionato, nel caso del Torino, cominciava sempre la domenica dopo.
Non se ne puòdavvero e proprio più.
L'ennesima dimostrazione di quel non so che, di così tragicomicamente ricorrente, da sembrare ormai un misto tra tra una farsa e una commedia.
Ogni qual volta cominci ad intravvedere la fine del tunnel e per la legge dei grandi numeri pensi che sia la volta buona…ti arriva la mazzata che ti stordisce, come il toro in ginocchio davanti al proprio esecutore, quasi a dire “fai presto”.
Sarà colpa di un destino beffardo e segnato, o di un cinico stratega o ancora la fattura di un grande mago?
Ai posteri l'ardua sentenza.
Nell'ultimo dei casi, potremmo procurarci un sacchetto di quel miracoloso sale che sciogliendosi si porterebbe via quella sfortuna cosmica che pare essere l'unico motivo/alibi che possa reggere.
Nonostante tutto, imperterriti, continuiamo a rimanere in attesa di quel giorno più o meno lontano, dove l'improbabile fine dell'incubo lascerà forse spazio ad un nuovo toro meno Paperino ( la sfortuna ) e più Gastone ( la juve…), se vogliamo pensarla sul pulito.
Chiedo scusa agli Eroi dei fumetti, per averli inseriti in questo articolo privo di fantasia,
il fatto è, che la fantasia l'ho persa da un pezzo…
Il merito è soprattutto di chi, vuoi oggi con le lucciole, vuoi domani con le lanterne, mi ha sempre fatto credere quello che non c'è mai stato, proprio come l'isola, l'isola che non c'è.
Mi viene allora un dubbio e di conseguenza, la domanda sorge spontanea:” sarà mica colpa di Peter Pan? “.
Amico granata, perdona il tono sarcastico del pezzo, oggi non potevo proprio farne a meno!
Ora mi prenderòuna settimana di vacanza, faròun bel viaggio, meta Topolinia e assolderòil miglior investigatore sul mercato, tal Topolino, quindi faròun salto anche a Paperopoli, li conosco un tale, così ricco, ma così ricco che…sarà anche avaro, ma vuoi mettere?…come da la caccia alle streghe lui!…

Carlo Testa
Scritto il 17 maggio 2005
Pubblicato su Torino Cronaca il 18 maggio 2005

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Così, vi parleròdomani…

Sono entusiasta nel ritrovare nuovamente la mia squadra nel calcio che conta. Una cosa impensabile fino a qualche anno fa…
Ora mi gusto questo secondo posto ad un solo punto dal Milan e soprattutto con i cugini a meno nove! Certo, se domenica scorsa non avessimo pareggiato tre a tre con la Roma ( va beh…eravamo in trasferta ) dopo essere stati raggiunti per ben tre volte…saremmo primi in classifica con con due punti di vantaggio. Lamentarsi ora a dodici partite dalla fine del campionato sarebbe vero e proprio autolesionismo.
La scelta di abbonarmi è stata azzeccata perchè domenica prossima arriverà l'Inter e come al solito, al Comunale, ci sarà nuovamente il tutto esaurito.
Qualcuno di voi saprebbe dirmi se ci sposteranno il turno di Champions League a mercoledì prossimo invece che martedì? Speriamo, almeno la squadra potrà godere di un giorno di riposo in più.
Il nostro Presidente ha dichiarato al telegiornale che tutte le donne, i bambini ed i ragazzi fino a sedici anni, domenica entreranno gratis nello stadio e che verranno distribuite centinaia di bandierine per colorare lo stadio di granata, naturalmente offerte dalla società.
Che grande persona il nostro Presidente!
Se penso agli anni passati, con ben altre dirigenze, ancora non riesco a rendermi conto di come sia stato possibile uscire da un'incubo che pareva infinito.
Ricordate come noi tifosi eravamo divisi?
Oggi sembra impossibile anche solo pensarlo…eppure allora era così.
Dai ragazzi, sarà meglio pensare anche alle prossime due trasferte a Firenze e a Genova, l'ultima volta quasi sessanta pulman non bastavano!
Che si fà? Gli Ultras, hanno già dato gli orari e i compiti per ognuno, che bella famiglia che siamo!
Il Centro Coordinamento è davvero forte, anche se dobbiamo ammettere che senza l'aiuto della società non saremmo in grado di organizzarci così bene, non per lisciare troppo i dirigenti, ma quando ce vò, ce vò, vi pare?
Voglio farvi una confidenza. Oggi, finito l'allenamento, il mister mi ha confidato di aver già rinnovato il contratto per l'anno prossimo. Temevo ce lo avesse già soffiato il Milan, d'altronde, lui è il più grande. Anche il Real lo ha cercato, ma il Presidente, ha risposto picche! Beh, c'è poco da dire, possiamo ritenerci fortunati, vi ricordate quando si diceva di non mollare, di tener duro e di restare uniti? Alla fine ha pagato eccome!
Eccoci, finalmente siamo tornati la dove ci compete e ce lo meritiamo, eccome se ce lo meritiamo, ce lo meritiamo alla grande!
Adesso devo proprio lasciarvi, voglio correre al Fila per godermi l'allenamento della Primavera ( vi ricordo prima in classifica ) buttare un'occhio al campetto adiacente dove si allenano le giovanili, poi al campo degli Eroi per vedere l'allenamento della prima squadra.
Per i soliti, ci troviamo al fondo del cortile dove ci sono i nostri vecchi che fanno la gara alle bocce…dai che si beve vino buono!
Ciao ragazzi, ci vediamo a casa nostra…sento che anche quest'anno lo scudetto lo prendiamo noi, chi scommette?

Carlo Testa
Scritto il 21 marzo 2005
pubblicato su Torino Cronaca il 22 marzo 2005

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Al nostro Presidente

Dedicata ad Orfeo Pianelli

Come un petalo di fiore
gelosamente custodito tra pagine di storia
a segnarne l'eterno amore.

Carlo Testa
Scritta il 24 aprile 2006
Pubblicata da Tuttosport 25 aprile 2009

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In Curva Maratona

…In curva Maratona proprio dietro di me, pochi gradini più in su, seduto sulle spalle del suo papà, vidi un bambino, che gridava al mondo il suo Forza Toro, tirando i capelli del papà ai quali si aggrappava per tenersi in equilibrio…

Carlo Testa
publicato sul libro di Franco Ossola
” 365 volte Toro “ Dicembre 2006

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Perchè ho scelto di tifare per il Torino?

Se desiderate una risposta e qui mi rivolgo a tutti i tifosi granata, dovreste prima di tutto ammettere che i connotati del soggetto da noi prescelto, il Torino appunto, prevaricano i più lontani confini dell'immaginario sportivo vincente, per cui, solo conoscendone la storia, ognuno potrà darsi la propria risposta, soprattutto e con la stessa importanza, saprà spiegarne le motivazioni, a chi, guardandoci con stupore…ce ne domanderà il perchè!

Carlo Testa
publicato sul libro di Franco Ossola
“365 volte Toro” Scritto dicembre 2006

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Le favole, i valori, il Toro ed io…

C'era una volta,
tanti e tanti anni fa, una squadra di calcio che, a differenza delle altre, era composta da dodici giocatori.
Vi garantisco che era molto forte, ricca di valori e scendeva in campo con questa formazione:
Cuore, Coraggio, Forza, Altruismo, Fantasia, Orgoglio, Saggezza, Educazione, Fatica, Obiettivo, Meta, io.
Giocava nella mia fantasia campionati stupendi, vinceva coppe, targhe e medaglie.
Di lei ne ricordo i sorrisi, la gioia per la vittoria, il cuore con cui si batteva, la forza, la fantasia di gioco.
Raggiungeva spesso i suoi obiettivi arrivando sempre alla meta.
Ne ricordo ancora l'educazione in campo e durante le interviste, unitamente all'esagerato altruismo fin a pensare che, le dispiacesse battere gli avversari.
La mia fantasia di bambino, mi obbligava a far parte di quella formazione, me ne sentivo il capitano!
Era la squadra della mia vita, la squadra che mi avrebbe accompagnato per sempre.
Due erano i Presidenti, la mia mamma e il mio papà, i quali, dopo aver effettuato la campagna acquisti, presentando la squadra e rivolgendosi al sottoscritto, in qualità di Capitano, fecero questo discorso :” se saprai tenerla unita, con questa formazione potrai vincere ogni battaglia, decidi tu come vestirla, allenati tutti i santi giorni e sappi figliolo che noi non venderemo mai i pezzi migliori!”.
Non ci pensai due volte a vestirla di granata, giocava con me non solo nella fantasia, anche e soprattutto nella realtà di tutti i giorni.
Ora da adulto, in questo mondo privo di valori alle soglie del secondo millennio, ripensando alle fantasie di un piccolo granata, mi accorgo di non aver perso i miei compagni di squadra, anzi, ci incontriamo tutti i giorni e la domenica quando vedo scendere in campo il mio Torino, ad ogni giocatore assegno una delle mie personalissime maglie per rileggere quella che dovrebbe sempre essere la nostra formazione:”
Cuore, Coraggio, Forza, Altruismo, Fantasia, Orgoglio, Saggezza, Educazione, Fatica, Obiettivo, Meta.
Si, in questa formazione oggi io non compaio più, gli anni passano e non avendo più l'età per giocare, ne sono diventato il Presidente e come una volta i miei genitori facevano con me, accompagnando i miei figli a nanna, racconto loro una bellissima favola:” c'era una volta tanti e tanti anni fa una squadra di calcio che a differenza delle altre era composta da dodici giocatori…”.

Carlo Testa
Publicato sulla rivista
” Il Filadelfia “ Scritto novembre 1997

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Cento di questi giorni

Per te e chi ti ama ho dedicato il mio tempo, ho ascoltato il mio cuore, usato le parole per raccontarne l'amore, la passione, il tormento.
Cento anni, un secolo di vita e non ti ho visto invecchiare mai.
Sono cinquant'anni che vivo al tuo fianco, ti conosco quasi come le mie tasche sai?
E' strano, non hai segreti eppure riesci sempre a sorprendermi ogni qual volta parlo di te.
Lo so, lo so, mi dici sempre di non esagerare con i complimenti, ti rendi comunque conto di quello che hai fatto in tutti questi anni vero?
Sei sempre così modesto, al punto che, a volte mi viene da pensare, si fa per dire, che non sono figlio a te!
Sempre li a vantarmi di essere amico tuo, esco ogni domenica di casa per incontrarti, indosso le maglie come le tue, parlo sempre di te con gli amici e loro credo siano anche molto invidiosi…
Vecchio tu a Cento anni?
Ma dai… per favore!
Hai sempre un magnifico colore, corri che è una meraviglia…anche se ultimamente pensandoci bene, un po' di fiacca l'hai battuta…
Certo che non è tutta colpa tua!
Non c'è bisogno che me lo vieni a ricordare, vedrai presto ti riprenderai; è solo un male passeggero il tuo, anzi il nostro.
Mi hai dato così tanto che non esistono parole appropriate per ringraziarti.
Ho dipinto grazie a te, giornate meravigliose che resteranno scolpite nella mia mente per sempre.
Si, lo ammetto, ho anche pianto, ma i motivi li conosci. Dai, non è certo oggi il giorno del tuo compleanno che dobbiamo parlare di queste cose, piuttosto, perchè non parliamo un poco di futuro?
Ti rivedo lassù, davanti a tutti con le braccia levate al cielo in segno di vittoria, la tua gente in festa che si abbraccia, lacrime di gioia a testimonianza di quanto sia grande l'affetto che ci lega a te, ma soprattutto ne vedo il luogo…
E' il Fila!
Siamo tutti li, in casa tua a festeggiare…allora è vero, avevo ragione io, Cento anni non ti hanno fatto invecchiare, bensì rinascere!
Dimmi che è vero, dimmi che ci stai preparando una grande sorpresa.
Ne sei capace, ma non aspettare troppo, l'ultima vittoria è un po' datata e i giovani stanno aspettando con impazienza. Noi sempre al tuo fianco sapremo concedere il nostro trasporto di sempre a chi ne avrà bisogno per conoscerti meglio e per portarti nel cuore.
Cento di questi giorni amico mio.
Quelli a venire, ne sono certo, saranno all'altezza della tua storia e del tuo blasone.
L'orgoglio tornerà ad esser parte della tua gente, la stessa che da cento anni a questa parte, non ha fatto altro che tramandarsi di padre in figlio, quell'immensa voglia di appartenenza, valore imprescindibile per sentirsi prima ancora che tifosi del Toro, veri granata dentro.

Carlo Testa
Publicato sul libro CenToro – Novembre 2006
Toro Club Melfi

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Il Fila è in Paradiso

Qualunque famiglia, senza un tetto e più completamente anche senza quattro mura a formare una casa, sarebbe terribilmente compromessa nelle sue più profonde radici.
Il popolo granata è una famiglia.
Questa famiglia, ha perso la propria casa, sembrerebbe essere stata demolita.
Ciònonostante, questa famiglia, stranamente, non ha perso la propria identità ed io ne conosco il perchè.
Una luce irreale avvolgeva, quasi a volerlo nascondere, il set dove si stava registrando la scena della demolizione in atto.
Tra il ruggito delle ruspe senz'anima e le polveri causate dallo scoppio della dinamite, che lacerava come fossero carni i gradoni di cemento e mattoni che schiantandosi al suolo provocavano profondi sussulti nei presenti, i miei occhi, nonostante copiose lacrime, scorgevano un qualcosa di rincuorante, il tutto avvolto da una luce molto strana a dir poco irreale.
Altro non era se non l'aura che avvolge gli Angeli.
Quel giorno, dinanzi ai miei occhi, un numero infinito di Creature del Paradiso, su desiderio di Valentino Mazzola e i suoi ragazzi, stavano traslocando lo stadio Filadelfia mattone per mattone, per andarlo a ricostruire lassù dove non esiste finzione, la dove si vince per davvero.
Ancora oggi, a distanza di anni, rivedo quella luce, come in un set, ad illuminare quei ruderi, apparentemente così brutti solo per chi nel Fila e negli Angeli non crede.

Carlo Testa
publicato sul libro di Franco Ossola
“ 365 volte Toro “ Dicembre 2006

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Filadelfia è un bel nome

Filadelfia è un bel nome

Vedo che la porta è aperta, posso entrare?
Figurati, in casa mia c'è sempre posto per gli amici, entra pure.
Come va?
E come vuoi che vada?…sempre allo stesso modo, sono qui ad aspettare che il tempo passi.
Già, non fai altro che commiserarti.
Ti rendi conto in che stato sei ridotto?
Ma guardati, non sei altro che un cumulo di macerie!
Lasciamelo dire, sei davvero irriconoscibile, ridotto in queste condizioni non puoi certamente pensare che qualcuno possa degnarti di una benchè minima attenzione.
Davvero, dico sul serio, mi stai facendo perdere la voglia di venirti a trovare, sono anni che dici sempre le stesse identiche cose…
Ma senti, senti, bell'amico che sei, fai in fretta a criticare eh?
Ti rendi conto che mi hanno fatto a pezzi, mettendomi in condizione di non potermi difendere?
Quel giorno maledetto non c'era nessuno a prendere le mie difese, io solo posso ricordare il dolore mentre cani con denti aguzzi me ne laceravano le carni con morsi rabbiosi!
Ma si, lo so bene dai… stavo solo cercando di risvegliare il tuo orgoglio, guai lasciare spazio alla rassegnazione, se passo spesso a trovarti e con me moltissimi altri amici, ci sarà pure una ragione no?
Non lasciarti andare allo sconforto, la tua dignità sarà sempre più forte di qualsiasi tentativo di umiliazione.
Guardati attorno, ogni dove allunghi lo sguardo tutto parla di te, anche lassù verso la Basilica di Superga, conosci bene quel luogo, no?
Eh…amico mio, oggi tu vuoi farmi del male.
Il tempo lassù, si è fermato alle 17,05 del 4 maggio 1949.
Quel giorno ho visto e sentito tutto, qui in casa mia, con tanti amici aspettavamo con impazienza che tornassero a casa i miei figli…i miei figli, capisci?!…
Tutti mi chiedono di resistere, di non arrendermi, di tener duro, ma vi rendete conto cosa ho dovuto sopportare in tutti questi anni?
Sono vecchio ormai, cosa vuoi che se ne facciano di me, il tempo cancella ogni cosa, certamente non il mio dolore.
E no! amico mio, tu non sei vecchio, soprattutto non sei solo.
Il tuo dolore è quello di molti, pochi sono quelli che non conoscono l'amore grazie al quale nessuno ha mai smesso nemmeno per un'attimo di pensare a te.
La tua esistenza è piena di notti passate sotto le stelle, di giornate assolate a riscaldarne la dimora, di piogge a lavarne le ferite, cori assordanti, battiti di mano, corse di bimbi in festa, miagolii di gatti in amore, sventolio di bandiere a un solo colore, calpestio di piedi a spaventarne gli intrusi, urla di gioia e braccia levate al cielo ad indicarne irripetibili vittorie!
Dici sul serio?
Davvero pensi che tutte queste cose mi appartengano?
Non lo stai dicendo per compassione, vero?
Rifletti, potrei mai mentirti amico mio?
Beh, ora si sta facendo tardi, devo proprio andare, ma torneròpresto a trovarti e mi raccomando…su con la vita!
Torna presto e grazie di tutto, oggi mi hai fatto proprio stare bene.
Se è per questo, caro amico, quando vengo a trovarti, anch'io mi sento meglio!
Fatti una decina di passi, mi sentii chiamare:” amico! scusami ma non ricordo il tuo nome! “.
Girandomi d'istinto risposi: ” Carlo “ mi chiamo Carlo, continuai a ripetere sottovoce riprendendo il mio cammino.
” E' un bel nome, sai? ” urlòmentre ero già lontano.
Sorrisi fra me e me e attraversando la strada, mormorai a voce bassa: ” fai i complimenti a me che ho un nome come tanti, cosa dovrei dire del tuo?.
Ciao Fila, sospirai, il tuo si, è proprio un bel nome.

Carlo Testa
publicato sul libro
Gian Maria De Pauli e Fabrizio Turco
” Filadelfia tra sogno e realtà ”
Settembre 2005

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Presidente, i miei vent’anni li dedico a te

Torna a guidarci ancora Presidente, oggi più che mai, abbiamo bisogno di te.
Ora che hai ritrovato la serenità, ora che il tuo tempo non avrà più orologi da consultare, ora che sarai in grado di vedere e ascoltare tutto, torna ad essere il nostro Presidente.
Adesso sei vicino ai tuoi cari che ti sono sempre rimasti accanto, li sorreggerai e li guiderai per l'eternità, ma so che troverai il modo per dedicarti un pòanche a noi che siamo stati la tua seconda famiglia.
Voglio dedicarti i miei vent'anni Presidente , compiuti proprio nell'anno dello scudetto e l'amore della mia sposa, che conobbi proprio in quei giorni di festa e che ha cresciuto con me altri due granata, per continuare la stirpe di uomini fieri sotto il segno del Toro.
Sono passato sotto la sede di corso Vittorio e ho depositato un fiore in tuo onore, una rosa granata che non appassirà mai, nel mentre, ho allungato lo sguardo verso quel balcone dove spesso ti vedevo comparire con le braccia levate al cielo in segno di vittoria.
La commozione mi ha assalito, ma non ho pianto Presidente, non ho pianto perchè finalmente ti ho ritrovato e questa volta non ci lasceremo più, il Torino da ieri ha ritrovato la sua guida, l'unica degna per ricondurci in Paradiso.
Commendator Orfeo Pianelli,
Lei non puòimmaginare tanto e quanto ci mancherà, per questo mi permetto, con riverenza, di chiederle non tutto, non tanto, solo quanto serve per ritornare, come con Lei, ad esser felici.

Carlo Testa
26 Aprile 2005
Pubblicata su Torino Cronaca

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Leva gli scudi Popolo Granata e tornerai ad esser libero!

Sento nell'aere voglia di rivoluzione, ne colgo nelle genti l'esasperazione.
Percepisco nell'etere presenze maligne intimorite, in attesa d'esser cacciate come streghe poi messe al rogo.
S'odon in lontananza echi fragorosi quasi ad avvisar che l'ora è giunta.
Rintocchi di campane a morto ridestan le genti che fremon nell'attesa.
Vociare nelle piazze, sguardi fulminei a coglierne l'intesa e passaggi di mano senza fiatar, di scritti segreti da diffondere senza farsi notar.
Nelle piazze, tra folla silenziosa, s'ode il brontolar del vento a strattonarne drappi di bandiere già levate e a diffonderne quel suono, che par essere un batter d'ali di un'aquila in picchiata.
Nessun osava proferir parola, solo un corno suonòin quell'ora.
Lo squillo era il segnale, i piedi cominciaron a pestare.
Quel suono, così assordante e cupo, terrorizzòil nemico.
La folla prese il vento e cominciòl'inseguimento.
Fuggivan i traditori, portando in grembo la paura e perdendo dignità, chiedevan come mendicanti la pietà.
Era la liberazione di un popolo oppresso che fu mai domo.
Un popolo di guerrieri onesti e fieri, che senza timor d'esser contraddetto, continuòa dimorar la dove da sempre gli compete.
Per le strade e in cuor felici, donne, uomini, bimbi e ragazzotti, tornarono a intonar inni e lodi.
Li attendean vittorie e non promesse poi mangiate e seppur la strada potea non esser una sola, lor sapean di già per dove andare.
Saliron la sul colle, per festeggiar lassù, nel nome di chi era morto, di chi non c'era più. Dimentichi di ogni paura, tornarono a marciare, nessun intralcio al loro viaggio, tutti tornarono a tremare.
Onore ai vostri scudi, levati sopra il reo, onore al vostro orgoglio di uomini mai domi, onore al vostro drappo che ci ha abbagliato il cuore, non tanto per la stoffa ma per il suo colore…

Carlo Testa
23 Gennaio 2004

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Preg.mo Sig. Tifoso Granata
Via Filadelfia
Torino

Gent.mo Sig. Tifoso Granata,
spero con questa mia di non rubarle tempo prezioso e nella speranza
possa trovarne il tempo per leggerla, le chiedo scusa in anticipo
per l'invadenza.
La conosco da tanti anni e da sempre nutro per lei profonda ammirazione.
Fin da bambino ho avuto l'onore di sedermi al suo fianco,
a quel tempo, non potevo ancora rendermi conto di
quanto potesse essere importante.
Ricordo perfettamente, ad esempio,
quando scorgendo in me un pòdi preoccupazione,
posandomi la mano sulle spalle mi rassicurava
pronunciando una frase che non potròmai dimenticare:
” curagi fiulin, vedras che anche stavolta i na ficuma dui a sti rigadin”.
La stima per lei, mi creda, è davvero tanta e negli anni ho imparato a
conoscerla sempre meglio, al punto che,
qualunque domanda dovessero farmi sul suo conto,
saprei rispondere con esattezza.
L'ho vista piangere spesso, vedendo lei,
piangevo anch'io e un pòmi vergognavo
quando tiravo su con il naso mentre con il dorso
della mano destra tentavo di asciugarlo.
Ricordo quando urlando di gioia,
di peso mi sollevava così in altoverso il cielo,
al punto che mi sembrava di toccarlo con un dito,
e mentre volteggiavo lassù,
coglievo nei suoi occhi lucidi, infinito amore.
Sono orgoglioso di averla conosciuta sig. Tifoso Granata e
nello stesso tempo ammirato per il suo attaccamento ai valori.
Sono cresciuto e diventato adulto,
ho fatto tesoro dei suoi tanti insegnamenti e spesso,
in talune situazioni, proprio come lei, torno a sentirmi bambino
per assaporarne appieno il gusto delle cose semplici, genuine, figlie ormai di altri tempi.
Adesso non vorrei abusare della sua pazienza, se me lo permetterà,
tra qualche tempo mi ripresenterò.

Ti ho scritto questa lettera perchè il tempo passa e tu non sai quanto ti
sia grato per aver fatto di me, un vero e inossidabile Tifoso Granata.
Grazie papà.

Carlo Testa
Torino, 08/05/04

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Silenzio, entra la corte!

Signore e signori,
siamo qui per giudicare coloro i quali si sono permessi di praticare
il gioco del calcio, in una città dove solo una squadra poteva esibirsi.
Indubbiamente, siamo in presenza di un reato gravissimo,
ciònonostante, essendo la legge uguale per tutti,
cercheremo di analizzarne i fatti con totale equità ed in assoluta trasparenza.
Imputato avete qualcosa da dire a vostra discolpa?
Vostro onore, vorrei poter… ” bene, grazie, basta così! “.
Parola all'accusa!
” Signor Giudice, signori della corte,
i fatti dimostrano che l'imputato non è in grado di produrre nessuna prova
d' innocenza, pertanto alla luce dei fatti ne chiediamo la condanna “.
Parola alla difesa!
” Signor Giudice, signori della corte, in qualità di difensori vorremmo portare
alla vostra attenzione… ” bene, grazie, basta così “.
La corte si ritira per produrre la sentenza.

Silenzio, entra la corte!

Visti i fatti e ascoltate sia la difesa che l'accusa,
questa corte ha così deciso: ” L'imputato, viene dichiarato COLPEVOLE! “.
Si condanna la presunta squadra del Torino ai lavori forzati a vita in virtù dell'articolo poteri forti, comma zero, per essersi permessa e arrogata il diritto di praticare il gioco del pallone nella nostra città, infondendo nei cittadini valori e appartenenza degni delle più famigerate cosche mafiose.
Se ne ordina altresì, l'immediata demolizione dello stadio Filadelfia al fine di disperderne al più presto ogni traccia di simile vergogna.
Inoltre, venga immediatamente trasferito il simbolo del toro rampante sulle maglie di altra squadra, unica degna di fregiarsi del suddetto.
Siano messi al rogo tutti i trofei ed ogni oggetto che rechi il nome o il simbolo del Torino!
Verranno considerati rei, tutti coloro i quali si permetteranno di scrivere libri, allestire musei o produrre documenti sulla storia di questa vile società calcistica.
Il mondo dello spettacolo si astenga dal produrre immagini o creare dibattiti che non siano prima esaminati dagli organi competenti.
La carta stampata si astenga dal tentare di difendere e anche solo di scrivere qualsiasi trattato sul genere, pena la chiusura del giornale.
Giustizia è fatta!
La seduta è tolta!
La corte si ritira.

Carlo Testa
16 Gennaio 2005

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Alle cinque della tarde il matador…

Alle cinque della tarde il toro è al centro dell'arena, con la vista annebbiata punta verso il tradimento.
Si infuria davanti al drappo rosso sangue sventolato con l'inganno dell'affilata spada, sbuffando dalle narici vapore e sangue.
Uomini a cavallo con lance accuminate in pugno, lo trafiggono vigliaccamente al dorso per consegnarlo al matador, infuriato ma senza forze.
Il matador nulla vuol rischiare e vestito a festa, si gode l'incitamento della folla.
Il tifo nell'arena è inferno.
Il toro è solo.
Con forza e disperazione, in un impeto di orgoglio, si scaglia per scaricarne dolore e rabbia in quell'ultima corsa verso il nemico.
Alle cinque della tarde, il toro giace al centro dell'arena genuflesso dinanzi al matador.
Accecato dal dolore e con la spada conficcata ad attraversarne il collo, si rialza in segno di ultima sfida.
Quell'ultimo ed estremo sforzo dimostròsi, che morte era giunta, ma con l'inganno.
Infine, stremato, si lasciòcadere.
Un suono sinistro e cupo, accompagnòla sua possente mole al suolo.
Applausi e fiori al vento per il matador vestito a festa.
Indicando con orgoglio il toro inerme ai piedi, egli ringraziava con l'inchino.
Nell'indifferenza, mentre un carro trainato da buoi trascinava senza dignità l'animale verso il macello, lasciava sul terreno una lunga scia di colore rosso scuro
Uomini e donne sulle gradinate, quasi avessero un presentimento, improvvisamente si alzarono in silenzio.
Ai loro occhi, quella scia di colore rosso scuro, pareva essere un'enorme bandiera di colore granata e in quell'istante, come riscaldati da un'improvviso ritorno alla vita, ne compresero il perchè.
Il toro è vivo, urlarono!
E' vivo, è vivo, è vivo, continuavano ad urlare formando un'eco all'infinito.
Ancora oggi, quell'eco infinito, lo puoi ascoltare anche tu, perchè tu, naturalmente, sei del toro.

Carlo Testa
15 Dicembre 2003

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Un Popolo annientato? Giammai!…

Leggo, ascolto, guardo, penso, faccio, disfo e infine parlo.
Ma cosa parlo a fare se nessuno mi ascolta?
E a chi dovrei rivolgermi per capire o per meglio rendermi conto se quello che sto facendo è giusto?
C'è confusione e in questa confusione, credo di non avere più la fermezza ne quella compostezza che da sempre mi hanno contraddistinto.
Mi sto rendendo conto di aver perso momentaneamente queste qualità, grazie alle quali, sono sempre riuscito a superare crisi emozionali, soprattutto di identità.
E qui volevo arrivare: crisi d' identità.
Non soltanto l'individuo, anche un'intero popolo potrebbe trovarsi in crisi d'identità e il popolo granata, adesso, è in preda al panico.
Quelle migliaia di persone sempre pronte a tutto pur di vederne trionfare valori quali, amore, identità, passione, salvaguardia dell'onore, bandiere mai piegate e spesso sventolate con orgoglio anche in occasioni ove altri popoli le avrebbero nascoste, ebbene, ora, paiono sfiduciati e patiscono la mancanza di una guida che sappia indicargli la via, qualcuno capace di farsi ascoltare, senza accettarne compromessi.
Ora, individui isolati vagano ognuno per conto proprio facili prede di mercanti senza scrupoli che, spogliandoli di ogni identità, tendono a renderli innocui al fine di raggirarli facilmente.
La forza di un popolo si misura con l'unione, quell'unione che, predicata durante la marcia dell'Orgoglio Granata, oggi pare irrimediabilmente persa, in realtà, giace addormentata nei cuori e annebbiata nelle menti confuse.
Ritroviamoci, ricompattiamone le fila.
Uniti potremo ritrovare l'energia necessaria per tornare ad essere un popolo animato da una precisa identità nella quale ognuno possa riconoscersi e che, sospinto dalla smisurata voglia di ricostruire, seminare e predicarne la storia, tornerà presto a far parlare di se.
Si ricompattino le fila, si riportino a casa gli indecisi, si cerchi un interlocutore unico a cui rivolgersi e soprattutto si ritorni ad avere fame di vittorie, vittorie figlie di uomini duri con giusti attibuti e non qualificati indegnamente come coglioni!
Basta vittimismo, solo un corpo unico.
Si organizzi immediatamente il raduno della storia a sancirne l'alleanza, al fine di portarne a compimento quell'inprescindibile unione, unico vero e proprio atto di forza, atto a difenderne valori e onori, prima che corpi estranei tentino di sopprimerli.
Svegliati popolo granata, non è più il tempo dell'attesa, è tempo di passare a domani e domani è già adesso.

Carlo Testa

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Scheletri negli armadi

Il Torino ci rappresenta nella vita di tutti i giorni, il Torino è il popolo, la gente comune, la parte nobile della società.

Quando ti raccontano, oppure leggi, addiritura assisti a lutti e tragedie, quando esprimi valori, quali la passione, la fede, l'orgoglio, non puoi non pensare alla scelta che, consapevolmente, hai fatto fin dalla tenera età.

Per questo ancora oggi, il Torino significa espressione o taglio della parte più nobile della nostra anima, dello spirito, del puro ragionamento e non dell'obbligo o del potere, men che meno della puzza sotto o davanti il naso.

Il campo da calcio esprime sentenze ma non cancella nulla di tutto questo.

Tre punti, un punto, zero punti, non stanno a significare nulla se raffrontati a ciòdi cui sopra, vero però, che sentenziano una sconfitta sportiva, ma questo, dovrebbe essere motivo di riflessione per gli atleti, come per chi ne gestisce il loro enturage e ne sfrutta il parterre.

Ma noi, i tifosi, il popolo, la gente comune, quella che ogni giorno freddo o caldo, sole o pioggia, esce dalla porta di casa per guadagnarsi il pane ( e quando c'è il pane… ) anche ogni cosa, magari superflua, beh, allora noi dovremmo renderci conto a sempre di più e nonostante tutto, che val la pena sentirsi da e del Toro sempre e comumque vada.

Non perchè sia comodo riportare una frase fatta, semplicemente perchè pochi altri, credo nessuno, custodisca valori così elevati in cassaforte e aggiungo che, mentre negli armadi di casa nostra si respira il profumo della biancheria lavata, stirata e riposta con cura e amore, altrove si lavano elementi… sporchi, difficili da ripulire mentre negli armadi, beh, meglio non aprirli.

Vincere così non è la vita di tutti i giorni, anche e soprattutto nello sport quando quest'ultimo coinvolge il popolo spesso ignaro, ma soprattutto in buona fede.

Orgoglioso di sentirmi Granata dentro e fuori, non per panacea, perchè ne sono semplicemente convinto.

Carlo Testa
14 Febbraio 2011
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Se penso al mio Toro.

Il mondo è triste e in questi giorni il pensiero corre lontano.
Dalla Libbia al Giappone,camminiamo su lame di rasoio.
Il petrolio e il nucleare e l’onda del mare che ti cancella.
Nube tossica e radiottiva
il sole la peggiora
meglio la triste pioggia.
Eppure adoro il sole come il mare
perchè tradite cotanto amore?
Il mondo è triste e me ne vergogno un pò
perchè se penso al mio Toro
qualunque cosa sia
triste non è.

Carlo Testa

A tutti voi e con tutto il mio cuore, dedico queste poche righe affinchè si possa tornare tutti a respirare aria da Toro, ricompattandone valori che altrimenti, presto, saranno irrimediiabilmente e per sempre perduti

Torino, 16 Marzo 2011

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Come l’acqua, anche l’aria del Fila

Come l'onda che si infrange,
sembri arrenderti quando l'acqua si ritrae dalla battigia
eppure il mare è sempre in movimento e senza sosta va ad incalzar la riva.

Tu sei come l'acqua,sempre in movimento
tu sei quell'onda che va ad infrangersi senza arrendersi mai
e ancora un'altra e un'altra ancora
via,via,all'infinito ad eroderne nel tempo anche la roccia più dura.

Specchiati in questa realtà
prova a riconoscierti in questa forza estrema
rafforza in te l'idea che nulla sarà perduto se non ne sarai tu il primo a strozzarne
prima nella pancia e poi in gola passando per il cuore
quell'urlo sintomo di forza che neppure il mare potrà mai annacquarne il suono: ” Forza Toro! “.

Risvegliati granata
tu sei l'onda che si infrange senza arrendersi mai
e dopo di te, senza sosta, un'altra e un'altra ancora si abbatteranno contro ogni ostacolo
costringendone alla resa anche i più insormontabili, figli però, di sola apparenza.

Come il mare e con lui quell'onda sempre in movimento
sfiancherai ogni resistenza per riportarne a casa il Toro nel nostro Filadelfia.

Se tu ” Granata “ saprai riconoscerti in questo mare
e se tu ” Granata ” tornerai nuovamente a riconoscerti parte di questo interminabile movimento
allora si
potrai tornare nuovamente a respirare l'aria di casa tua.

Come l'acqua, per vivere, a noi serve l'aria del Fila.

Carlo Testa

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L’ombra

Quante volte mi son detto ” adesso basta ”
e per quanto tempo ho accumulato il vostro male
e per quanto tempo ancora?

Voi non siete niente
siete il nulla
nemmeno l’ombra
lo specchio è vuoto dinanzi a voi

Verrà un giorno
e come tutti
anche per voi
la verità
rivelerà ogni cosa.

Carlo Testa
08 Aprile 2011

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Di granata vestita a festa

Come sei bella Torino
quando indossi il vestito della festa
e con quel tono
unitamente al portamento regale,
oggi hai meravigliato il centro città.

Ti chiami Torino
e sei stata di parola.
Migliaia di occhi, oggi erano per te
compiaciuti gitanti e cittadini
a rimirarne le vesti colorate

Ah…quanto ci manchi ” Me Grand Turin!”
I tuoi figli parevano Angeli
in visita alla città di cui porti il nome
e di granata vestiti
ad infonderne quel non so chè
di appartenenza e di torinesità
hanno illuminato e acceso cuori innamorati
prima solamente spenti.

Grazie Torino
grazie a te e alla tua gente
grazie a chi durante quel tragitto
ha inviato sorrisi, carezze, suoni melodiosi
e poi applausi e sogni.

Le tue piazze, oggi hanno respirato l’aria pura
quel soffio vitale di quel che è stato ma che c’è ancora
ora più che mai a portarne in dote proprio a te o mia Torino
la certezza di aver tra le mura amiche
un valore inestimabile di storia e di lealtà.

Non esitare a rivestirti di granata o mia Torino
non aver timore di offendere qualcuno
apri le porte di casa anche per chi
da questa casa,
non se ne è andato mai.

Nonostante tutto
e segnati da un destino avaro,
nonostante chi
nel buio non ci ha mai voluto bene,
non ci siamo mai arresi all’evidenza
che oggi ha dimostrato
quanto sia bella Torino
vestita di granata
e con indosso appunto,
il vestito della festa.

Carlo Testa
Il 15 Aprile del 2011

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Non era così quel giorno!

Coraggio, scrivi che il 4 maggio 1949 è una data che non è mai esistita!
Non posso!
Non possiamo far finta di niente, non possiamo dimenticare, non si puòsfuggire la verità, quel giorno c'è stato eccome…
Te lo chiedo per favore, fatti forza e scrivi un'altra storia, fallo per me.
E va bene:
il 4 maggio del 1949, sembrava estate, Torino era tutta un fiore, gli alberi già con le chiome folte e la collina che da lontano cambiava colore ad ogni lieve sbuffo di vento, pareva un'anemone di mare che mosso dalla corrente si esibiva in una elegante danza al rallentatore.
Ma non era così quel giorno! Come posso andare avanti?
Scrivi per me, ti prego continua.
Era caldo quel giorno, il fiume Po scorreva lentamente, pareva addormentato e la punta della Mole Antoneliana baciata dai raggi del sole che si divertivano a punzecchiarla, emanava una luce quasi ad essere un segnale tutto in tondo, come il faro di notte ai naviganti.
A nord le montagne con le cime ancora innevate, parevano una cartolina, eeh…si, solo la mia Torino puòdarti così tanto.
Basta, ti prego, non posso andare avanti così, ti stai rendendo conto?
Mi stai facendo stare bene, vai avanti ti prego.
Quel giorno in città, la genta era lieta, sorridente, i campanelli delle biciclette che numerose si esibivano per le strade erano musica melodiosa.
Pareva un giorno di festa anche tra le fronde, dove i giochi d'amore degli uccelli si alternavano a canti e frullar di ali.
Ero felice.
Solo quando il cuore è pieno puoi raccontare cose così, solo quando sei innamorato puoi vedere le cose a quel modo ed io, le cose, le devo oggi vedere così.
Ma non era così!
Ti prego finisci, ti supplico ancora un'altro pò.
Eravamo tutti felici perchè quel giorno tornava la nostra squadra da Lisbona.
Il nostro Torino, qui da noi si dice ” me grand Turin “, tornava a casa già con lo scudetto cucito al petto grazie al pareggio ottenuto la domenica prima contro l'Inter, nello stadio di S.Siro a Milano.
Quanta voglia di rivederli, erano via da pochi giorni e ci sembrava un'eternità.
La città senza di loro sembrava vuota.
Guardando l'orologio, mi accorsi che erano giunte le 17,00.
Mi trovavo in P.zza Vittorio, istintivamente il mio sguardo non so perchè si rivolse verso il colle di Superga a guardare la Basilica così maestosa che pareva come impressa nel cielo, quel giorno di un' azzurro terso, pareva dipinto.
All'improvviso, ricordo perfettamente l'ora, le diciassette e tre minuti, sentii un rombo nel cielo, era l'aereo del Torino!
Si, erano loro!
Lo riconoscevo da lontano e si stava dirigendo proprio verso la Basilica di Superga in vista dell' aereoporto di Caselle…
Fallo per me ti prego, scrivi quello che ti ho chiesto fin dal principio, non deludermi anche tu.
Guarda che quel giorno…il 4 maggio del 1949 il Torino è…
No, ti prego, no!
Va bene continueròa scriverla così…
Erano le diciassette e tre minuti, l'aereo si avvicinava.
Due minuti dopo, esattamente alle diciassette e cinque minuti, vedevo l'aereo passare appena sopra la Basilica di Superga, quasi a circumnavigarla e sembravano un tutt'uno sotto quel sole abbagliante, quasi volessero fondersi.
Alle diciassete e cinque minuti del 4 maggio 1949 l'aereo con a bordo il Grande Torino, passòoltre il suo destino, ed oggi le mie dita bugiarde hanno premuto tasti intrisi di lacrime.
L'ho scritto per te, perchè me lo hai chiesto.
Tu lo sai, ogni volta che leggo il tuo sguardo, ne colgo il dolore, l' immenso pianto, la fatica nel cercare di dimenticare e mi perdonerà il lettore se sono andato oltre le diciassette e cinque minuti del 4 maggio 1949.
Un'opera buona anche solo per pochi minuti non la si puònegare a nessuno dei nostri vecchi che hanno visto.
L'ho scritto per loro, perchè me lo chiedono tutti i giorni di questa benedetta vita da granata. Grande Torino per sempre, si, per sempre, anche quel giorno era così.

Carlo Testa
04 Maggio 2005
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Figli del Grande Torino

Noi non siamo come gli altri, perchè siamo figli del Grande Torino.
Non viviamo di illusioni ne abbiamo certezze, anzi, ogni giorno sfidiamo il destino.
Nel cielo la fine di un viaggio, in terra un viaggio senza fine.
Perduti gli Eroi e persa la casa, ci credevano morti, spariti per sempre.
Nemmeno per un'attimo, nel cuore come nelle inte…nzioni, lasceremo spazio alla sconfitta, ne lasceremo cadere nell'indifferenza ciòche da sempre ci appartiene. Coltivaremo la speranza, ritroveremo certezze e abbatteremo ogni ostacolo, sia esso un muro a Superga, peggio, uno squallido gioco di potere in città.
Noi non siamo come gli altri, sarebbe bene ribadirlo spesso affinchè chiunque lo venga a sapere, non sia mai qualcuno possa in seguito accusarci per mancanza di tatto.

Carlo Testa
14 Maggio 2011

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Un gol del mio Torino

Batteva forte il cuore,
e in preda all’emozione
mi ritrovai all’improvviso
in braccio ad un signore.

Un abbraccio così forte
quasi non riuscivo a respirare
e tutto attorno a me
pareva irreale.

E mi guardavo attorno
e percepivo gioia
sembrava non finire
non eran che minuti
ma intensi da morire.

Finito quell’abbraccio
guardandomi negli occhi
mi sollevònel cielo
fu proprio in quel momento
mi accorsi ancor piccino
piangeva il mio papà
al gol del mio Torino.

Carlo Testa
2 Agosto 2011
www.carlotesta.it

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M…oggi

E così per molti anni
tu vincevi senza affanni
ma eravamo mica scemi
c’eran già tutti gli estremi!

Mica è roba sol di adesso
nel sessanta e nel settanta
era tutto come adesso.

Chi arrivava in aeroplano
se ne andava a quattro ruote
chi riempiva le saccocce
e chi restava a mani vuote.

Era legge del fischietto,
comandava il lor protetto
ma non era mai reato
far contento l’avvocato.

Ma in Europa sol viaggiare
le vittorie per campare
impossibile comprare.

Or son tempi tristi e bui
manca sempre chi per lui
tra farmacie e tribunali
posto trova sui giornali.

Ora devi risparmiare
e togli soldi agli operai
speri in piedi possa stare
quello stadio con gli acciai.

Ma la notizia è dal tribunale
cinque anni lo han detto oggi
tornerà capo stazione
parte il treno…
e fischia m…oggi!

Carlo Testa
8 Novembre 2011

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Il carro e il gufo

Ho costruito un grande carro
e con sommo godimento
me lo porto sempre appresso
in qualsiasi momento.

Puòsalirci su chi vuole
anche chi per coerenza
ne dovrebbe senza dubbio
per decenza farne senza.

Ma si sà che fuoco e fiamme
sono solo in apparenza
in realtà si cambia in fretta
ciòche detto in precedenza.

E poi la, su quella fronda
imperterrito si sa
trovi sempre quel rivale
che mai si allontanerà.

Dice di essere dei nostri
ma il dubbio esiste ormai
ed è già da troppo tempo
che fa il verso casomai.

Arrivati a questo punto
posso dire di esser stufo?
Se mi date il permesso
spengo tutto e caccio il Gufo…

Carlo Testa
6 Novembre 2011

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L’ombra Granata

Ti ho affidato la mia ombra
come un lampo l’hai carpita
sei arrivata come un’onda
… e come sabbia l’hai rapita

Ti ho affidato la passione
gelosamente custodita
e non è la prima volta
non me l’hai mai restituita

So perchè ci tieni tanto
è la Storia che lo insegna
non mollare proprio quando
brucia tutta la tua legna

Ti ho affidato il mio destino
sembrerebbe esagerata
ma l’ho scelta da bambino
questa vita da Granata

Ti ho affidato la mia ombra
l’hai portata via con te
tornerà presto quell’onda
la riporterà da me!

Carlo Testa
18 Ottobre 2011

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Replay

La mano sul petto lato cuore
bloccato sulla sedia davanti al mio tv
stentavo a credere che fosse tutto vero
finchè non me lo hai confermato proprio tu

Quella immagine ripetuta un'altra volta
a confermare che
davvero la mia squadra
vinceva al minuto novantatrè

E allora è stato li
in quel momento chè
ho realizzato nel mio cuore
stavolta il Toro c'è!

Carlo Testa

Vicenza – Torino 0-1
12 Settembre 2011

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Il muro del Fila

Sai, l'altro giorno ero un pògiù e mentre camminavo, mani in tasca e testa china, guardavo scorrere il marciapiede sotto le mie scarpe senza pensare a nulla. Ogni tanto un calcio a una cicca, un pezzo di carta, una piccola pietra, così, tanto per fare, per ingannare i pensieri, chissà, forse allontanarli, non so.

Eh…capisco bene, ma guarda che non sei mica l'unico sai?
Ultimamente noto molte …persone pensierose, per strada pochi sorrisi, ognuno tira dritto senza nemmeno guardarsi attorno.
Su dai, fammi un bel sorriso, respira lungo e andiamo a prenderci un buon caffè.

Mica è finita così quella giornata!

Oh…santo cielo, cos'altro c'è che non mi hai detto oltre al fatto che eri così triste?

Camminavo, guardando basso, mani in tasca, mica so per quanto tempo sono andato avanti così, sicuramente ho camminato un bel pò!

Ma il fatto è che all'improvviso mi sono ritrovato davanti ad un muro, stavo per sbatterci contro e…

e cosa?!…

e…ho alzato gli occhi e l'ho visto!

L'hai visto? Amico mio, sei, sei…così enigmatico, stai bene si?

Eccome che l'ho visto! Era, era…era come l'ho sempre sognato, anche tu lo dici sempre che vorresti vederlo così e non come invece è.

Non dirmi che…

Si, lo so, hai già capito era proprio lui!

Da fuori sentivo le voci, le urla, i battimano, il tambureggiare dei piedi sulle gradinate e poi poi all'improvviso ho sentito quell'urlo: ” goooool! ”
Come un pazzo mi sono messo a correre, sono entrato da un cancello tinto di granata, c'era una rete, tanta gente aggrappata che saltava, sembravano impazziti e infine li ho visti!
Siiii li ho visti abbracciarsi in quel prato verde, ma così verde che quelle maglie Granata risaltavano quasi fossero disegnate da una mano così esperta che nemmeno Michelangelo… erano, erano i giocatori del Toro!

Te lo giuro, il Fila era li davanti a me, integro come in quelle foto che mio padre conserva come reliquie, ricordi, te le ho fatte vedere di nascosto!

Il Fila tutto intero, il Toro che ci sta giocando dentro, la tua tristezza, il muro, il cancello, l'urlo, gli applausi, i cori….

O santo cielo amico mio, quasi mi sento male…ma dimmi, come faceva quell'urlo?

” gooool! e l'ho sentito molte altre volte, avremo segnato almeno quattro o cinque volte!
Nel cortile c'erano un sacco di bambini che giocavano con una palla, dall'altra parte nell'altro campo la Primavera si stava allenando e dalla rete alcuni vecchietti incitavano quei ragazzotti ancora in erba ma che facevano già intravvedere la stoffa di futuri campioni.

Ti rendi conto, il Fila è la, in piedi come è senpre stato, ed io che non ci credevo più!
Dai vieni che ti porto, devi vederlo, è magnifico!

No amico mio, adesso è meglio non andare, aspettiamo ancora qualche tempo e poi magari ci faremo una bella camminata e lo raggiungeremo.

Ora hai bisogno di restare tranquillo, riposati e torna a sognare, fallo anche per me.

CarloTesta
02 marzo 2012

Filadelfia è un bel nome
Nell’imminenza del nuovo Anno, nel formulare a tutti voi i miei più sinceri Auguri di Buon Anno, ripropongo questo dialogo che scrissi nel 2005
lo dedico a tutti e naturalmente al Fila affinchè il 2013 sia l’anno decisivo

Filadelfia è un bel nome.

Vedo che la porta è aperta, posso entrare?
Figurati, in casa mia c’è sempre posto per gli amici, entra pure.
Come va?
E come vuoi che vada? sempre allo stesso modo, sono qui ad aspettare che il tempo passi.
Già , non fai altro che commiserarti.
Ti rendi conto in che stato sei ridotto?
Ma guardati, non sei altro che un cumulo di macerie!
Lasciamelo dire, sei davvero irriconoscibile, ridotto in queste condizioni non puoi certamente pensare che qualcuno possa degnarti di una ben che minima attenzione.
Davvero, dico sul serio, mi stai facendo perdere la voglia di venirti a trovare, sono anni che dici sempre le stesse identiche cose!
Ma senti, senti, bell’amico che sei, fai in fretta a criticare eh?
Ti rendi conto che mi hanno fatto a pezzi, mettendomi in condizione di non potermi difendere?
Quel giorno maledetto non c’era nessuno a prendere le mie difese, io solo posso ricordare il dolore mentre cani con denti aguzzi me ne laceravano le carni con morsi rabbiosi!
Ma si, lo so bene dai…stavo solo cercando di risvegliare il tuo orgoglio, guai lasciare spazio alla rassegnazione. Se passo spesso a trovarti e con me moltissimi amici, ci sarà una ragione ti pare?
Non lasciarti andare allo sconforto, la tua dignità sarà sempre più forte di qualsiasi tentativo di umiliazione.
Guardati attorno, ogni dove allunghi lo sguardo tutto parla di te, anche lassù verso la Basilica di Superga, conosci bene quel luogo, no?
Eh…amico mio, oggi tu vuoi farmi male.
Il tempo lassù si è fermato alle 17,05 del 4 maggio 1949.
Quel giorno ho visto e sentito tutto, qui in casa mia, con tanti amici aspettavamo con impazienza che tornassero a casa i miei figli, miei figli, capisci?..
Tutti mi chiedono di resistere, di non arrendermi, di tener duro, ma vi rendete conto cosa ho dovuto sopportare in tutti questi anni?
Sono vecchio ormai, cosa vuoi che se ne facciano di me, il tempo cancella ogni cosa, certamente non il mio dolore.
E no! amico mio, tu non sei vecchio, soprattutto non sei solo.
Il tuo dolore è quello di molti, pochi sono quelli che non conoscono l’amore grazie al quale nessuno ha mai smesso nemmeno per un’attimo di pensare a te.
La tua esistenza è piena di notti passate sotto le stelle, di giornate assolate a riscaldarne la dimora, di piogge a lavarne le ferite, cori assordanti, battiti di mano, corse di bimbi in festa, miagolii di gatti in amore, sventolio di bandiere a un solo colore, calpestio di piedi a spaventarne gli intrusi, urla di gioia e braccia levate al cielo ad indicarne irripetibili vittorie!
Dici sul serio?
Davvero pensi che tutte queste cose mi appartengano?
Non lo stai dicendo per compassione, vero?
Rifletti, potrei mai mentirti amico mio?
Beh, ora si sta facendo tardi, devo proprio andare, ma tornerò presto a trovarti e mi raccomando…su con la vita!
Torna presto e grazie di tutto, oggi mi hai fatto stare proprio bene.
Se è per questo, caro amico, quando passo a trovarti mi sento decisamente meglio!
Fatti una decina di passi, mi sentii chiamare:
fratello Granata! perdona ma non ricordo il tuo nome…
Girandomi d’istinto risposi: Carlo, mi chiamo Carlo continuai a ripetere sottovoce riprendendo il mio cammino.
E’ un bel nome, sai? urlò mentre ero già lontano.
Sorrisi fra me e me e attraversando la strada, mormorai a voce bassa: tu fai i complimenti a me che ho un nome come tanti, cosa dovrei dire del tuo?.
Ciao Fila, sospirai, il tuo si, è proprio un bel nome.

Carlo Testa
Settembre 2005




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